SI STAVA MEGLIO

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CONTESTO

Si stava meglio è un progetto che nasce dall’esigenza di parlare delle nostre radici.
Viviamo in un tempo in cui i nostri riferimenti affettivi, culturali, economici e geografici non sono più chiari, la nostra incapacità di programmare il futuro è cronica.
Ma noi, ci dicono, siamo cittadini di un’Europa che ci offre un illimitato ventaglio di possibilità; possiamo sognare delle condizioni lavorative migliori, possiamo lasciarci alle spalle le delusioni che ci portiamo dal nostro paese. Perciò alcuni di noi sognano la Danimarca, o la Germania, la Spagna o la Francia: ci hanno detto, a noi giovani cittadini europei, che i confini non esistono più. Eppure si parla continuamente di ripristinarli, i confini; di mettere un limite alle presenze estranee, di cacciare i poveri esiliati che popolano le nostre strade, di fermare i disperati che potrebbero farci saltare in aria da un momento all’altro.
Così ci ritroviamo per le strade d’Europa, incastrati come in un meccanismo, senza più confini, senza più legami, senza più passato, continuamente in crisi, scoprendo che nulla o poco è cambiato, forse il clima, forse il sapore del cibo, lo sguardo di persone che non ci accettano, una lingua che non riusciamo a padroneggiare, il nostro animo che disperato cerca di sopravvivere.

Un progetto di Christian Gallucci.
Con Anna Sala

Con il sostegno di Manifattura K.
Base Teatro Milano

PROGETTO

Si stava meglio è una trilogia, 3 monologhi per corpo e voce sola che a partire dal concetto di migrazione e da 3 figure letterarie femminili – Gertrude, Irina e  Medea – ne riscrive le storie, avvicinandole al nostro vissuto quotidiano.

Migrare dunque, andare, viaggiare, senza riuscire a liberarsi del proprio passato, rimanendo ingabbiati in un nuovo presente.

Questo è il filo rosso che seguiamo per la riscrittura dei 3 testi: nell’Amleto, Gertrude vive in uno stato marcio, di cui lei stessa  è  complice,  assediata  dai  fantasmi  e dalle pretese di un figlio che cerca giustizia;  le Tre sorelle di Checov vivono nella provincia russa e sognano e sperano di poter tornare a Mosca dove potranno vivere una vita piena e soddisfacente; Medea, abbandonata la sua terra per amore di Giasone, lo segue a Corinto dove questi la abbandona per sposare la figlia del re Creonte, dando così il via al suo tragico disegno.

Tre donne, tre parti di un viaggio e dunque tre tappe nelle quali dividiamo il lavoro:

I tappa: il rifiuto della patria.
II tappa: l’esilio.
III tappa: rifiutati dal nuovo paese (sradicamento).