Si stava meglio#3 – Nostra Medea

Un progetto Coperte Strette | Produzione Teatroi

Uno spettacolo di Christian Gallucci
Con Anna Sala

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Una donna straniera, vissuta in uno dei tanti teatri di guerra contemporanei, che per amore di un uomo lascia la sua terra. Rifiutata, abbandonata e senza più nulla da perdere concepisce un tragico disegno per il quale sarà disposta a sacrificare tutto, anche i propri figli.

Questa è la nostra Medea. Una donna contemporanea che con la sua bacchetta da maga e da direttrice d’orchestra, possiede il fanatismo di una figura classica. La nostra Medea, animata da un’eccezionale lucidità, è consapevole di essere l’unica possibile artefice del proprio destino. Non può essere altrimenti, in una contemporaneità dove di Dei da incolpare o da temere non ne esistono più; dove il fanatismo, spesso seguito dall’attributo religioso, ha ben poco a che fare con la giustizia divina.

La nostra Medea si trova all’interno di un luogo che è allo stesso tempo prigione e confessionale o pubblica piazza. La vediamo ripercorrere la sua storia; per noi, ci sembra di intendere, alla ricerca di un‘assoluzione. Ma è soprattutto per se stessa che questa donna la cui parola è simile a un canto frammentato e frammentario, ci conduce, attraverso il refrain brutalmente ironico “non succede nulla”, all’interno della storia di una e mille donne scappate, imbarcate e naufragate in un paese straniero con la speranza di una prospettiva di vita migliore.