Hotel Lausanne

Uno spettacolo di Compagnia Coperte Strette
Con Christian Gallucci | Anna Sala

Vincitore Next 2017/2018 – Laboratorio di idee per la produzione e distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo.
Progetto finalista premio delle arti Lidia Petroni, Residenza Idra.
Finalista Tagad’off 2016, vincitore premio di produzione presso residenza Ilinxarium e menzione alla migliore interpretazione.

“Mi domando cosa sarei stato io, se non ci fosse stato lui” (Sosia ufficiale italiano di Michael Jackson).

Maria Lina e Uguale, sosia di Marilyn Monroe e di Hitler, si esibiscono per l’ultima volta all’interno di Hotel Lausanne, un club dove dei sosia di professione mettono in mostra il proprio corpo. Il meccanismo dello show è logoro, così come lo è la relazione tra i due sosia. La soluzione sembra essere quella di barricarsi all’interno dell’Hotel, di chiudere lì, con l’ultima esibizione, forse con la vita, andando a rendere definitiva l’identificazione dei sosia con i due idoli.
Hotel Lausanne è un progetto che, attraverso la figura del sosia, si interroga sul rapporto tra identità e brama di riconoscimento, tra amore per l’idolo e per l’ideale

@Tiffanys – Fenomenologia di una scena d’amore

Uno spettacolo di Compagnia Coperte Strette
Con Christian Gallucci | Martino Minzoni | Anna Sala
Luci Martino Minzoni
Scene Stefano Zullo
Assistente alla regia Ilaria Cassanmagnago

Con il sostegno di Manifattura KIlinxarium Residenza artistica multidisciplinare.
Spettacolo realizzato in residenza presso Ert – Emilia Romagna Teatro, Residenze Villa Pini.

Giorgio e Adriana festeggiano il loro settimo anniversario. Ogni anno Adriana vuole festeggiare insieme a Giorgio recitando la scena finale di Colazione da Tiffany. Giorgio però ha una sorpresa, ha deciso di andare oltre quest’abitudine e romperà le regole del gioco manipolando la scena in modo da farla diventare una
proposta di matrimonio. Il gioco, che per Adriana ha rappresentato la cosa più vicina a un ideale di amore perfetto, diventa a causa di Giorgio la distruzione di un sogno, gettando la loro storia d’amore sul piano di una già terribile quotidianità. Il gioco prende possesso della vita reale attraverso il nuovo tentativo di ricostruire un unico e irripetibile istante d’amore, in tutto e per tutto simile a quello di un film. Ma cosa accade una volta raggiunto quel momento che, tra l’altro, è posto su basi false, costruite e pensate a tavolino? Cosa ci sarà oltre? Un lieto fine? O una definitiva separazione? @Tiffanys è uno studio sull’amore all’interno di una coppia e il movente, da parte nostra, per analizzare modi e dinamiche di una relazione, nonché indagare il sottile confine esistente tra il convenzionale meccanismo della messinscena e l’adesione di interpreti e pubblico a tale meccanismo.

Si Stava Meglio

Un progetto di Compagnia Coperte Strette
Ideazione e regia Christian Gallucci

Si stava meglio è un progetto che nasce dall’esigenza di parlare delle nostre radici.
Viviamo in un tempo in cui i nostri riferimenti affettivi, culturali, economici e geografici non sono più chiari, la nostra incapacità di programmare il futuro è cronica.
Ma noi, ci dicono, siamo cittadini di un’Europa che ci offre un illimitato ventaglio di possibilità; possiamo sognare delle condizioni lavorative migliori, possiamo lasciarci alle spalle le delusioni che ci portiamo dal nostro paese. Perciò alcuni di noi sognano la Danimarca, o la Germania, la Spagna o la Francia: ci hanno detto, a noi giovani cittadini europei, che i confini non esistono più. Eppure si parla continuamente di ripristinarli, i confini; di mettere un limite alle presenze estranee, di cacciare i poveri esiliati che popolano le nostre strade, di fermare i disperati che potrebbero farci saltare in aria da un momento all’altro.
Così ci ritroviamo per le strade d’Europa, incastrati come in un meccanismo, senza più confini, senza più legami, senza più passato, continuamente in crisi, scoprendo che nulla o poco è cambiato, forse il clima, forse il sapore del cibo, lo sguardo di persone che non ci accettano, una lingua che non riusciamo a padroneggiare, il nostro animo che disperato cerca di sopravvivere.

Si stava meglio è una trilogia che a partire dal concetto di migrazione e da 3 figure letterarie femminili – Gertrude, Medea e le 3 sorelle di Cechov – ne riscrive le storie, avvicinandole al nostro vissuto quotidiano.
Migrare dunque, andare, viaggiare, senza riuscire a liberarsi del proprio passato, rimanendo ingabbiati in un nuovo presente.

All’interno delle 3 riscritture, 3 parti ideali di un viaggio scandiscono 3 movimenti nei quali è diviso il lavoro:

I movimento: il rifiuto della patria.
II movimento: l’esilio.
III movimento: sradicamento.

Si stava Meglio#1 – La regina di Danimarca non deve morire

Uno spettacolo di Christian Gallucci
Con Anna Sala
Con il sostegno di Manifattura K / Base Teatro

Atto V, scena II: Gertrude osserva Amleto e Laerte che si sfidano a duello. Di lì a poco, Gertrude berrà dalla coppa che Claudio ha avvelenato. La regina di Danimarca deve morire. Siamo a questo punto dell’opera quando la regina di Danimarca irrompe in scena e chiede al popolo di fermarla, di non farla bere,
di permetterle di fare le valigie e andarsene da questo stato marcio dove le donne muoiono annegate per amore e gli uomini rimangono uccisi dal potere.
Nel suo lungo appello al popolo di Danimarca, Gertrude utilizza tutte le armi di cui dispone: l’amore per suo figlio, l’odio per la propria condizione, il populismo e il rifiuto verso la propria patria; il tutto all’interno di un meccanismo che la riporta sempre al punto di partenza, costringendola, infine inascoltata e condannata, a esprimere un ultimo desiderio e compiere il gesto fatale.

Si Stava Meglio #2 – Tre Sorelle: una grammatica essenziale

Uno spettacolo di Christian Gallucci
Con Laura Angelone | Alice Pavan | Martino Minzoni | Susanna Miotto | Anna Sala
Spettacolo finalista premio Scintille 2019

Nella cornice narrativa di Tre sorelle: una grammatica essenziale siamo all’interno di una scuola, dove, guidate dall’autoritaria figura di una direttrice e di un maestro palesemente specializzato in tutto e niente, Irina, Masa e Olga, ritrovandosi da straniere in esilio – il lontano da Mosca – dovranno reimparare a vivere in maniera piena, migliore.
La lezione, in diretta interazione con il pubblico, viene supportata da elementi multimediali e dal role playing degli attori che, attingendo ai 4 capitoli di un ipotetico manuale di lingua – e rispettando in questo modo la divisione dei 4 atti Cechoviani – mostrano le situazioni descritte in 3 sorelle. Questi i tioli dei quadri: (I) nuovi incontri; (II) costruire una relazione; (III) cosa fare in caso di emergenza; (IV) esilio.
L’esilio, tema centrale di Tre sorelle: una grammatica essenziale, è nell’orginale di Cechov una condizione allo stesso tempo materiale e interiore. Le tre sorelle sognano un passato mitico e perfetto, rappresentato dalla vita nella grande città: il celebre A Mosca, a più riprese inserito nel testo originale, descrive la speranza, in un futuro prossimo, di liberarsi dall’immobilismo del presente.

Si Stava Meglio#3 – Nostra Medea

Uno spettacolo di Christian Gallucci
Con Anna Sala
Produzione Teatroi
Spettacolo selezionato Mediterranea 17 – Young Artist Biennale – Tirana.

Una donna straniera, vissuta in uno dei tanti teatri di guerra contemporanei, che per amore di un uomo lascia la sua terra. Rifiutata, abbandonata e senza più nulla da perdere concepisce un tragico disegno per il quale sarà disposta a sacrificare tutto, anche i propri figli.
Questa è la nostra Medea. Una donna contemporanea che con la sua bacchetta da maga e da direttrice d’orchestra, possiede il fanatismo di una figura classica. La nostra Medea, animata da un’eccezionale lucidità, è consapevole di essere l’unica possibile artefice del proprio destino. Non può essere altrimenti, in una contemporaneità dove di Dei da incolpare o da temere non ne esistono più; dove il fanatismo, spesso seguito dall’attributo religioso, ha ben poco a che fare con la giustizia divina.
La nostra Medea si trova all’interno di un luogo che è allo stesso tempo prigione e confessionale o pubblica piazza. La vediamo ripercorrere la sua storia; per noi, ci sembra di intendere, alla ricerca di un‘assoluzione.
Ma è soprattutto per se stessa che questa donna la cui parola è simile a un canto frammentato e frammentario, ci conduce, attraverso il refrain brutalmente ironico “non succede nulla”, all’interno della storia di una e mille donne scappate, imbarcate e naufragate in un paese straniero con la speranza di una prospettiva di vita migliore.